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L'arte di vedere ciò che ancora non vediamo: Rimini e i suoi Rinascimenti

Immagine del redattore: Eleonora F.
Eleonora F.
20 ore fa
Tempo di lettura: 9 min

Dal 30 ottobre 2026 al 10 gennaio 2027, i Palazzi dell'Arte di Rimini ospitano 73 opere di 60 illustratori italiani. Un viaggio visivo tra storia, diritti, ambiente e identità, nel quale il passato diventa materia per immaginare il futuro.

«È impegno arduo conferire il sensodella novità a ciò che è antico,autorità a ciò che è recente,nitore a quello che è negletto,significato a ciò che appare di difficile comprensione,attrattiva a ciò che annoia,fondamento a ciò che è incerto,riattribuire insomma a ciascuna cosa la sua natura e quanto le è proprio».Plinio, Naturalis Historia

Le parole di Plinio, citate da Giovanni Carlo Federico Villa, direttore di Palazzo Madama di Torino, durante la conferenza stampa alla quale ho partecipato, offrono una chiave di lettura particolarmente significativa di Rimini Rinascimenti. Illustrare il mondo, disegnare il futuro, la mostra che dal 30 ottobre 2026 al 10 gennaio 2027 trasforma i Palazzi dell'Arte di Rimini in un luogo di incontro tra memoria, contemporaneità e immaginazione.

Restituire significato a ciò che il tempo ha reso distante, riconoscere valore in quello che rischiamo di trascurare e individuare nuove prospettive attraverso cui interpretare la realtà sono gesti che appartengono profondamente al processo creativo. Una riflessione che attraversa l'intero progetto espositivo e che trova nell'illustrazione contemporanea un linguaggio capace di mettere in relazione epoche, culture e questioni apparentemente lontane.

Curata da Ale Giorgini e Giovanni Carlo Federico Villa, l'esposizione riunisce 60 illustratori italiani e 73 opere, dando vita a una delle più ampie collettive dedicate all'illustrazione contemporanea nel nostro Paese. Promossa dal Comune di Rimini con il contributo della Regione Emilia-Romagna, nasce da una ricerca sviluppata da Palazzo Madama – Fondazione Torino Musei ed è prodotta da MondoMostre.

Quattro nuclei tematici — Selinunte, Europa, CHANGE! e Rimini — compongono un percorso nel quale il patrimonio archeologico, la costruzione dei diritti, le trasformazioni ambientali e l'identità urbana diventano materia di interpretazione artistica. Il titolo, declinato al plurale, suggerisce una concezione del Rinascimento che supera i confini di una precisa stagione storica, riconoscendo nella capacità di rinnovarsi una possibilità che appartiene a ogni epoca.

Anna Parini_Democrazia
Anna Parini_Democrazia
Bianca Bagnarelli_Pace
Bianca Bagnarelli_Pace
Il nuovo Rinascimento dell'illustrazione italiana

In un presente dominato da una produzione incessante di immagini, l'illustrazione rivendica una funzione che va oltre la comunicazione immediata. La sintesi grafica, la costruzione simbolica e la libertà espressiva permettono agli artisti di affrontare questioni complesse attraverso un linguaggio capace di coinvolgere sensibilità e conoscenza.

La scena italiana sta vivendo una stagione di particolare riconoscimento internazionale, testimoniata dalla presenza dei suoi autori sulle pagine di testate come The New Yorker, The New York Times, Le Monde e The Guardian, oltre che nelle collaborazioni con marchi quali Apple, Nike, Gucci, Barilla, Hermès e IKEA.

La selezione riunisce artisti attivi tra l'Italia e città come New York, Berlino, Parigi, Barcellona e Tolosa, affiancando firme consolidate e nuove generazioni creative. Tra queste figurano Margherita Caspani e Stefania Sbrighi, entrambe nate nel 1999, e Andrea Mongia, inserito da Forbes nella selezione 30 Under 30 Europe. A testimoniare la rilevanza internazionale di questo panorama artistico contribuiscono riconoscimenti come le Medaglie d'Oro della Society of Illustrators di New York, il Fauve d'Or di Angoulême e il premio Gran Guinigi di Lucca Comics.

Tra gli artisti presenti in mostra ritrovo con particolare piacere Elisa Seitzinger, Elisa Talentino e Riccardo Guasco, tre illustratori ai quali ho già dedicato spazio sulle pagine di The Dressert. Tre personalità creative dalle identità visive differenti, accomunate da una ricerca artistica riconoscibile e dalla capacità di costruire narrazioni attraverso le immagini.

Ritrovarli all'interno di Rimini Rinascimenti aggiunge per me un ulteriore elemento di interesse al progetto espositivo, creando una continuità con il percorso di scoperta e approfondimento dell'illustrazione contemporanea che porto avanti sul blog. Un'occasione per osservare come linguaggi artistici così personali possano contribuire a un racconto collettivo, nel quale ogni interpretazione conserva la propria originalità.

Durante la presentazione, Ale Giorgini ha ricondotto il disegno alle origini stesse dell'espressione umana, ricordando come rappresenti uno dei primi strumenti attraverso cui l'uomo ha dato forma alla propria immaginazione. Una continuità che attraversa i secoli e che oggi trova nuove possibilità espressive nella capacità dell'illustrazione di rendere visibili idee, valori e interrogativi collettivi.

Matteo Berton_L'Arco - la soglia
Matteo Berton_L'Arco - la soglia
Andrea Serio_Uguaglianza
Andrea Serio_Uguaglianza
Selinunte e l'Europa: quando la memoria diventa immagine

Il percorso prende avvio da Selinunte – Fondare, l'antica città greca sorta nel VII secolo a.C. sulla costa occidentale della Sicilia, in un Mediterraneo attraversato da commerci, incontri e conflitti tra Greci, Fenici, Punici e popolazioni locali.

La sua monumentalità, testimoniata da un'agorà di circa 33.000 metri quadrati e dal Tempio G, lungo oltre cento metri, sopravvive oggi attraverso frammenti architettonici, colonne cadute e fondazioni che continuano a interrogare il rapporto tra conoscenza storica e ricostruzione immaginativa.

Dai viaggiatori del Grand Tour agli studi di Jean Hulot e Gustave Fougères, Selinunte ha alimentato nel tempo il desiderio di restituire forma a ciò che è andato perduto. L'illustrazione contemporanea raccoglie questa eredità, reinterpretando i templi, l'agorà, le rotte fenicie, il santuario della Malophoros e le Cave di Cusa, trasformando la rovina in un luogo di narrazione.

Il passaggio a Europa – Convivere introduce una riflessione sulla costruzione dei diritti e delle istituzioni democratiche. Dallo Statuto Albertino del 1848 al Manifesto di Ventotene, scritto nel 1941 da Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi durante il confino fascista, fino ai Trattati di Roma del 1957 e alla Carta Sociale Europea, aperta alla firma a Palazzo Madama di Torino il 18 ottobre 1961, il percorso ripercorre alcune tappe fondamentali della storia europea.

Libertà, dignità, uguaglianza, democrazia, Stato di diritto, pace, lavoro, cultura e inclusione diventano il soggetto di una narrazione visiva che restituisce concretezza a valori spesso affidati al linguaggio delle istituzioni. Le immagini ricordano come ogni conquista civile sia il risultato di un lungo processo storico e come la sua continuità dipenda dalla responsabilità delle generazioni successive.

Manuele Fior_Grand Tour
Manuele Fior_Grand Tour
CHANGE!: dare forma visiva alle sfide ambientali

Con CHANGE! – Cambiare, realizzato in occasione del G7 Clima, Energia e Ambiente, il racconto si sposta sulle trasformazioni ambientali che stanno ridefinendo il rapporto tra società e territorio.

La crisi climatica, abitualmente rappresentata attraverso dati scientifici, grafici e previsioni, assume qui una dimensione figurativa: il consumo di suolo diventa una stratificazione che si solleva, la siccità prende forma in una fontana senz'acqua, le migrazioni climatiche si traducono in un viaggio verso paesaggi capaci di accogliere. L'economia circolare viene evocata attraverso il simbolo dell'infinito, mentre il riciclo suggerisce una seconda vita possibile per la materia.

Acqua, agricoltura, energie rinnovabili, mobilità e cooperazione entrano così in una narrazione che rende più immediata la comprensione di fenomeni complessi, mettendo in relazione le emergenze ambientali con i valori democratici affrontati nella sezione precedente.

La tutela del pianeta si intreccia inevitabilmente con la qualità della vita, i diritti e le disuguaglianze, suggerendo una concezione della sostenibilità che riguarda tanto l'ambiente quanto le persone.

Riccardo Guasco_Per una nuova agricoltura
Riccardo Guasco_Per una nuova agricoltura
Rimini, una città che ha fatto della trasformazione la propria identità

Il cuore inedito dell'esposizione è Rimini – Rinascere, una sezione composta da 24 opere commissionate per la mostra. Quindici illustratori italiani reinterpretano la storia e l'immaginario della città, mentre nove artisti riminesi restituiscono il territorio attraverso una prospettiva legata all'esperienza quotidiana e al senso di appartenenza.

Il racconto attraversa oltre duemila anni di storia, a partire da Ariminum, fondata nel 268 a.C. come punto strategico tra il mare e le grandi vie di comunicazione romane. L'Arco di Augusto, il Ponte di Tiberio, la via Flaminia e la via Emilia testimoniano ancora oggi il ruolo della città come luogo di incontro e collegamento tra territori.

La stagione medievale e rinascimentale introduce un'altra importante trasformazione culturale. L'eredità di Giotto contribuisce alla nascita della scuola pittorica riminese del Trecento, mentre Sigismondo Pandolfo Malatesta, Leon Battista Alberti e Piero della Francesca segnano profondamente l'identità artistica e architettonica della città.

Nell'Ottocento, con la nascita dello Stabilimento dei Bagni, Rimini inaugura una nuova relazione con il mare, destinata a trasformare la spiaggia in uno spazio di socialità, benessere e cultura del tempo libero. Una vocazione che conosce un'interruzione drammatica durante la Seconda guerra mondiale, quando tra il 1943 e il 1944 la città subisce 396 bombardamenti, con oltre l'82% del patrimonio edilizio distrutto o danneggiato.

La ricostruzione segna una delle pagine più significative della sua storia contemporanea, restituendole in pochi anni un ruolo centrale nel turismo europeo.

Nel corso del Novecento, Rimini continua a esprimere figure capaci di lasciare un segno nella cultura e nella società, da Federico Fellini a René Gruau, da Antonio Paolucci a Emilio Zavattini, fino a Don Oreste Benzi e Marilena Pesaresi.

Oggi questa stratificazione trova nuove espressioni nella valorizzazione del Teatro Galli, dell'Anfiteatro romano, del Parco del Mare, del sistema delle acque e di un entroterra nel quale borghi, rocche e piccoli teatri custodiscono una parte fondamentale dell'identità locale.

Elisa Seitzinger - Malophoros
Elisa Seitzinger - Malophoros
Oltre il mare: il territorio riminese nello sguardo di nove illustratori

Una parte particolarmente significativa del progetto è dedicata al territorio, raccontato da nove illustratori riminesi attraverso immagini che esplorano la geografia culturale e naturale dell'entroterra.

Le rocche malatestiane diventano scenari immaginifici, il fiume Marecchia assume una presenza quasi vivente, mentre i borghi si trasformano in paesaggi sospesi. Il cibo racconta una geografia fatta di tradizioni, le mani degli artigiani custodiscono saperi tramandati nel tempo e i piccoli teatri diventano simboli della vita collettiva.

È una prospettiva che restituisce complessità all'immagine di Rimini, spesso identificata prevalentemente con la sua dimensione balneare. Il territorio emerge invece come un insieme di paesaggi, memorie e relazioni che contribuiscono a definire un'identità culturale articolata.

Il confronto tra gli artisti chiamati a interpretare la città dall'esterno e quelli che la vivono quotidianamente introduce inoltre una riflessione interessante sul rapporto tra osservazione e appartenenza. Lo sguardo di chi arriva può riconoscere dettagli che l'abitudine tende a rendere invisibili, mentre quello di chi appartiene a un luogo conserva una memoria fatta di esperienze, gesti e relazioni.

È nell'incontro tra queste due prospettive che una città può trovare nuovi linguaggi per raccontare se stessa, riconoscendo il valore della propria storia e, allo stesso tempo, lasciando spazio a interpretazioni inattese.

Ale Giorgini La Piazza - incontro
Ale Giorgini La Piazza - incontro
Rinascimenti: la metafora di uno sguardo che si rinnova

La citazione di Plinio, ascoltata durante la conferenza stampa, continua a sembrarmi la chiave di lettura più significativa dell'intero progetto. Il suo invito a restituire novità a ciò che è antico e valore a ciò che è stato trascurato suggerisce una riflessione che attraversa la storia dell'arte, ma riguarda anche il nostro modo di vivere e interpretare la realtà.

La parola Rinascimenti, declinata al plurale, assume così una dimensione che supera il riferimento a una stagione storica precisa. Ogni epoca, ogni comunità e ogni individuo attraversano momenti nei quali diventa necessario riconoscere ciò che merita di essere conservato, comprendere ciò che deve cambiare e immaginare nuove possibilità.

Mi piace pensare alla rinascita come a una forma di consapevolezza che nasce dalla capacità di osservare diversamente ciò che abbiamo sempre avuto davanti agli occhi. L'abitudine tende spesso ad attenuare la nostra curiosità, rendendo familiari anche luoghi e storie che custodiscono significati ancora inesplorati. Recuperare uno sguardo attento significa concedersi la possibilità di riconoscerli nuovamente.

È una riflessione che sento particolarmente vicina al mio modo di raccontare la creatività. Cerco nei progetti artistici quella capacità di costruire una relazione tra estetica e contenuto, nella quale l'immagine diventa il punto di partenza per un pensiero più ampio.

La mostra suggerisce che il passato possa continuare a generare significato attraverso le interpretazioni del presente, mentre le questioni contemporanee trovano nell'arte un linguaggio capace di renderle più vicine alla nostra esperienza.

Il percorso espositivo si conclude idealmente fuori dalle sale dei Palazzi dell'Arte, quando il visitatore torna a confrontarsi con la città reale: l'Arco di Augusto, il Ponte di Tiberio, il Teatro Galli, il mare e le strade che conducono verso le colline.

I luoghi rimangono gli stessi, ma l'esperienza delle immagini può aver modificato il modo di osservarli.


Una mostra tra arte, istituzioni e territorio

Rimini Rinascimenti si inserisce in una riflessione più ampia sul ruolo dei musei come luoghi di conoscenza, partecipazione e costruzione dell'identità collettiva.

Come sottolineato da Michele Lari, assessore alla Cultura del Comune di Rimini, il progetto contribuisce al percorso di valorizzazione degli spazi culturali cittadini, favorendo il dialogo tra le energie creative del territorio e le esperienze nazionali e internazionali.

Alessandro Giovanardi, direttore dei Musei Comunali di Rimini, richiama invece la funzione del museo come luogo nel quale custodire la memoria e alimentare l'immaginazione necessaria a progettare il futuro. Una visione condivisa da Simone Todorow di San Giorgio, amministratore delegato di MondoMostre, che evidenzia l'importanza di una cultura accessibile, capace di mettere in relazione istituzioni, artisti e comunità.

La mostra è accompagnata da un catalogo edito da Silvana Editoriale, che documenta il progetto e le opere presentate.


Perché il vero Rinascimento comincia quando smettiamo di guardare il mondo per come siamo abituati a vederlo e troviamo il coraggio di immaginarlo diverso.




Informazioni sulla mostra

Rimini Rinascimenti. Illustrare il mondo, disegnare il futuro

Date: 30 ottobre 2026 – 10 gennaio 2027

Sede: Palazzi dell'Arte di Rimini, Palazzo del Podestà, Piazza Cavour

Curatori: Ale Giorgini e Giovanni Carlo Federico Villa

Progetto: Palazzo Madama – Fondazione Torino Musei

Produzione: MondoMostre per il Comune di Rimini

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