Yes We Fluxus! A Pietrasanta la mostra dedicata a Giuseppe Chiari celebra lo spirito libero del movimento Fluxus
- Eleonora F.

- 7 ore fa
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Alla Galleria Susanna Orlando una grande mostra omaggia Giuseppe Chiari e il movimento Fluxus tra musica, gesto e arti visive
Per celebrare i cinquant’anni della Galleria Susanna Orlando, a Pietrasanta arriva Yes We Fluxus! Party Chiari & Amicizie Fluxus, la mostra curata da Paolo Emilio Antognoli dedicata a Giuseppe Chiari, figura centrale del movimento Fluxus in Italia.
L’esposizione, visitabile dal 5 aprile al 7 giugno 2026 nelle due sedi della galleria – in via Stagi 12 e via Garibaldi 30 – rende omaggio a un artista che ha profondamente trasformato il modo di intendere la musica, il gesto e il rapporto tra le arti nella seconda metà del Novecento.
Il progetto assume un valore ancora più simbolico perché nel 2026 ricorre il centenario della nascita di Giuseppe Chiari, mentre il 2027 segnerà il ventennale della sua scomparsa.

Giuseppe Chiari e la musica come azione
Musicista di formazione, pianista e compositore fiorentino, Giuseppe Chiari è stato uno degli artisti che più radicalmente hanno messo in discussione l’idea tradizionale di composizione.
A partire dagli anni Sessanta, Chiari trasforma la musica in azione, comportamento ed esperienza. La partitura non è più soltanto uno spartito da eseguire, ma diventa uno spazio aperto di possibilità: frasi scritte, segni grafici e istruzioni minime si trasformano in inviti all’azione.
Nel 1962 entra in contatto con il gruppo Fluxus e partecipa a numerosi festival internazionali sviluppando le sue celebri azioni musicali, performance in cui il pianoforte può essere suonato, chiuso, spostato o semplicemente evocato.
La musica diventa così un gesto mentale e concettuale, un’esperienza che supera il suono e si apre al pensiero.

La musica visiva e la scrittura come gesto artistico
Uno degli aspetti più riconoscibili della ricerca di Chiari è la cosiddetta musica visiva.
Grandi fogli di carta diventano superfici su cui l’artista interviene con scritte, pentagrammi alterati e segni grafici. Frasi come “La musica è facile” o “L’arte è facile” assumono un significato ironico e critico, mettendo in discussione i sistemi accademici e l’idea della complessità come valore assoluto.
La sua ricerca dialoga con figure fondamentali come John Cage, condividendo l’attenzione per il caso, il silenzio e la ridefinizione dell’atto musicale, pur mantenendo una cifra personale fortemente legata alla dimensione grafica e alla scrittura.

Un dialogo tra artisti nello spirito Fluxus
La mostra Yes We Fluxus! prende avvio da un nucleo centrale di 16 opere inedite di Giuseppe Chiari, provenienti da un atelier fiorentino dove l’artista amava lavorare.
Attorno a questo corpus si sviluppa un dialogo con opere di artisti internazionali e performer legati al contesto Fluxus, creando una sorta di contrappunto visivo, quasi un concerto espositivo.
Tra gli artisti presenti figurano John Cage, precursore e figura chiave per Fluxus, Nam June Paik, pioniere della videoarte, e Milan Knížák, artista ceco noto per le sue performance radicali.
Accanto a loro sono presenti anche artisti extra Fluxus come Gianni Melotti, fotografo fiorentino legato da una profonda amicizia a Chiari, e Carlo Battisti, artista proveniente dalla mail art e in dialogo con il movimento Fluxus.

La mostra come music box
In pieno spirito Fluxus, l’esposizione non si limita alla dimensione visiva.
Due musicisti – Eugenio Sanna e Davide Lucchesi – saranno coinvolti in performance basate sull’improvvisazione, elemento centrale nella ricerca di Chiari.
L’idea progettuale prende ispirazione da “Suonare la stanza”, uno statement dell’artista che invita a far risuonare uno spazio attraverso il corpo del performer e l’interazione con l’ambiente.
Da qui nasce il cuore del progetto: trasformare lo spazio espositivo in una sorta di music box, un organismo vivo in cui opere, suoni e presenze possano dialogare e interagire tra loro.

Fluxus: arte e vita nello stesso flusso
Nato all’inizio degli anni Sessanta, Fluxus è stato uno dei movimenti più liberi e radicali dell’avanguardia internazionale.
Il termine stesso – dal latino fluxus, flusso – indica l’idea di trasformazione continua. Fluxus ha promosso una nuova relazione tra arte e vita, superando i confini tra discipline e incoraggiando una libertà espressiva che coinvolge musica, performance, tecnologia e arte concettuale.
Gioco, improvvisazione e spirito comunitario diventano così elementi centrali di un atteggiamento creativo che continua ancora oggi a influenzare il pensiero artistico contemporaneo.

Susanna Orlando e cinquant’anni di galleria
Con questa mostra, Susanna Orlando inaugura le celebrazioni per i cinquant’anni della sua attività di gallerista, iniziata nel 1976.
Figlia d’arte e gallerista fin da giovanissima, Orlando ha costruito negli anni un percorso personale fondato sull’attenzione alle opere e sul dialogo con collezionisti e artisti.
Dal 2013 la galleria si trova nel centro storico di Pietrasanta, e nel 2018 si è ampliata con un secondo spazio espositivo in via Garibaldi 30, confermandosi come uno dei punti di riferimento per l’arte contemporanea.

Yes We Fluxus! È un progetto che restituisce lo spirito conviviale, ironico e sperimentale che ha caratterizzato il movimento Fluxus.
Un’esposizione che invita a guardare l’arte come esperienza condivisa, dove musica, gesto e immagine si incontrano in un flusso continuo tra arte e vita.




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