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Pink Mirror Carousel di Carsten Höller al Kulm Hotel St. Moritz: il gioco come spazio di riflessione

  • Immagine del redattore: Eleonora F.
    Eleonora F.
  • 23 dic 2025
  • Tempo di lettura: 3 min

Nel cuore dell’inverno alpino, quando il paesaggio di St. Moritz si fa essenziale e silenzioso, Carsten Höller introduce una presenza inattesa: Pink Mirror Carousel. Installata all’aperto sulla pista di ghiaccio del Kulm Hotel St. Moritz, l’opera trasforma una giostra — simbolo universale di divertimento — in un dispositivo di contemplazione, rallentando il tempo e ribaltando le aspettative.


Pink Mirror Carousel di Carsten Höller al Kulm Hotel St. Moritz

Pannelli specchianti color rosa, una rotazione volutamente ridotta, una struttura dodecagonale che riflette chi guarda e chi partecipa: Pink Mirror Carousel rilegge il lessico dell’intrattenimento come “ambiente influente”, per usare le parole dell’artista. Qui lo spettacolo non accelera; si dilata. La giostra diventa un orologio sensibile, una macchina del tempo che invita a osservare il paesaggio che scorre — e, insieme, a riconoscersi negli specchi che restituiscono il corpo come parte dell’opera. Attorno, i pattinatori disegnano traiettorie leggere sul ghiaccio, accompagnati da una selezione musicale curata dal Directeur d’Ambiance dell’hotel. Il gioco non è più euforia, ma attenzione: un invito a sostare, a guardare, a farsi guardare. Come ha scritto Baldo Hauser, è una “scultura con persone dentro”, che anima il meccanico con il tempo biologico dei corpi.


Pink Mirror Carousel di Carsten Höller al Kulm Hotel St. Moritz

L’artista: il dubbio come metodo

La pratica di Carsten Höller nasce da una formazione scientifica e da una costante interrogazione dei meccanismi percettivi. Caroselli, scivoli, funghi giganti: elementi ludici che, sottratti alla velocità e all’uso convenzionale, diventano strumenti critici. Nel suo lavoro, il gioco non consola; interroga. Introduce il dubbio come metodo, la sorpresa come occasione di pensiero. Pink Mirror Carousel prosegue questa ricerca, esplorando lo scarto tra ciò che ci aspettiamo e ciò che accade quando il tempo rallenta.


Carsten Höller

L’hotel: un’eredità che accoglie l’arte

Fondato nel 1856 e considerato la culla degli sport invernali alpini, il Kulm Hotel St. Moritz ha costruito la propria identità come luogo di ospitalità e, insieme, di sperimentazione culturale. Tra piste, parchi e spazi storici, l’hotel continua a ospitare l’arte come parte viva dell’esperienza, facendo dialogare tradizione e contemporaneità. In questo contesto, Pink Mirror Carousel si inserisce come un monumento temporaneo alla lentezza e all’immaginazione collettiva.


Pink Mirror Carousel di Carsten Höller al Kulm Hotel St. Moritz

L’opera: una giostra che rallenta il tempo

Pink Mirror Carousel si presenta come una struttura geometrica composta da dodici sezioni identiche, un dodecagono rivestito da pannelli specchianti color rosa. La superficie riflettente cattura e moltiplica le immagini: i pattinatori che scorrono sul ghiaccio, il paesaggio alpino, la luce invernale e la giostra stessa, creando un continuo gioco di rimandi visivi. La rotazione è volutamente rallentata rispetto a quella delle giostre tradizionali e diventa parte integrante dell’opera: il movimento non genera eccitazione, ma invita all’osservazione. Il dispositivo funziona anche come un orologio simbolico, con una doppia rotazione — la parte superiore che gira in senso antiorario e quella centrale in senso orario — completata in due minuti. Chi sale sulla giostra vive un’esperienza sospesa, osservando lentamente il mondo che scorre, mentre allo stesso tempo diventa oggetto dello sguardo esterno, esposto come su un piedistallo. L’opera trasforma così un meccanismo ludico in una “macchina di riflessione”, dove il corpo umano anima la struttura e introduce una dimensione temporale biologica, in contrasto con la precisione meccanica del movimento.

A illuminare il senso profondo dell’opera, risuona una frase di Italo Calvino:«Prendere la vita con leggerezza non significa superficialità, ma planare sulle cose dall’alto, non avere macigni sul cuore.»È questa leggerezza consapevole che la giostra di Höller mette in scena: non fuga dalla realtà, ma un modo diverso di attraversarla.
Pink Mirror Carousel di Carsten Höller al Kulm Hotel St. Moritz

Osservando Pink Mirror Carousel, ho pensato a quanto il gioco — quando è sottratto all’obbligo della performance — diventi uno spazio di libertà autentica. La spensieratezza non come evasione, ma come esercizio di attenzione; il sorriso non come rumore, ma come silenzio condiviso. In un mondo che corre, fermarsi su una giostra che gira piano è un atto gentile. Forse, oggi, il vero lusso è concedersi il tempo di giocare senza fretta — e scoprire che, proprio lì, si nasconde una forma profonda di pensiero.


*L’installazione è visitabile sulla pista di ghiaccio del Kulm Hotel St. Moritz, accessibile anche al pubblico, con apertura quotidiana (condizioni meteo permettendo)

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