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Orografie: Tell Me e il design come spazio di ascolto tra generazioni alla Milano Design Week 2026

  • Immagine del redattore: Eleonora F.
    Eleonora F.
  • 5 giorni fa
  • Tempo di lettura: 4 min

Ci sono progetti che non si limitano a esplorare il mondo del design solo come processo creativo ma lavorano su qualcosa di più profondo: la costruzione di relazioni, di visioni, di possibilità. È all’interno di questa dimensione che si colloca Orografie, un brand che negli anni ha sviluppato un linguaggio progettuale riconoscibile, in cui il design diventa strumento per interpretare il presente e immaginare nuove modalità di abitare lo spazio e il tempo contemporaneo.

Alla Milano Design Week 2026, Orografie rinnova la propria presenza per il sesto anno consecutivo, scegliendo ancora una volta il Brera Design District come contesto privilegiato, consolidando un percorso che intreccia ricerca, sperimentazione e produzione in una visione coerente e progressiva.


Orografie: progettare nuove funzioni per nuovi comportamenti

Il progetto Orografie nasce da una riflessione precisa sul cambiamento delle abitudini contemporanee. Oggi viviamo una condizione ibrida, in cui dimensione fisica e digitale si sovrappongono, ridefinendo il modo in cui utilizziamo gli oggetti e abitiamo gli spazi.

In questo scenario, progettare non significa più rispondere a funzioni consolidate, ma intercettare esigenze emergenti, spesso ancora non completamente definite. Gli oggetti diventano così strumenti aperti, capaci di adattarsi a comportamenti in evoluzione, suggerendo nuovi usi e nuove relazioni con l’ambiente domestico e collettivo.

È un approccio che sposta l’attenzione dalla forma alla funzione, ma soprattutto al significato: gli oggetti non sono più solo presenze materiali, ma elementi che partecipano alla costruzione di un equilibrio quotidiano più consapevole.


Orografie alla Milano Design Week 2026: Tell Me e il design come spazio di ascolto tra generazioni
Emersivi, la piattaforma ideata da Orografie
Emersivi: un laboratorio per le nuove generazioni del design

All’interno di questa visione si inserisce Emersivi, la piattaforma ideata da Orografie per accompagnare e valorizzare le nuove generazioni di progettisti.

Emersivi si configura come uno spazio di sperimentazione e crescita, un contesto in cui giovani designer, illustratori, copy e progettisti possono confrontarsi con il mondo professionale attraverso workshop, laboratori e momenti di scambio diretto.

Non si tratta semplicemente di formazione, ma di un processo più ampio: una “coltura d’impresa”, in cui il progetto diventa occasione concreta di dialogo tra esperienza e visione, tra chi ha già attraversato il percorso del design e chi si affaccia ora a questo universo.


Orografie alla Milano Design Week 2026: Tell Me e il design come spazio di ascolto tra generazioni
Emersivi, la piattaforma ideata da Orografie
Tell Me: un dispositivo relazionale alla Milano Design Week 2026

In occasione della Design Week, questa visione prende forma nel progetto Tell Me, sviluppato per la nona edizione di Emersivi.

Nel cuore di Brera, sul sagrato della Chiesa di Santa Maria Incoronata in Corso Garibaldi 116, viene installato un dispositivo relazionale inedito: un confessionale di design, pensato come spazio di ascolto, confronto e orientamento.

Qui, giovani designer under 35 sono invitati a incontrare, in forma privata e riservata, alcuni dei progettisti più affermati legati al mondo Orografie. Un momento personale, quasi sospeso, in cui raccontare il proprio percorso, condividere dubbi, aspirazioni e incertezze, e ricevere uno sguardo esterno capace di restituire direzione. La modalità di accesso rafforza ulteriormente questo meccanismo: i partecipanti non conoscono in anticipo l’identità del designer con cui dialogheranno, lasciando spazio a un confronto libero da aspettative e costruito esclusivamente sulla relazione.

L’installazione è progettata con una forte componente simbolica. La struttura ottagonale richiama un equilibrio tra dimensioni diverse, mentre il colore viola — storicamente associato alla riflessione e alla trasformazione — definisce un’atmosfera raccolta, quasi intima.

Non è solo uno spazio fisico, ma un dispositivo progettuale che lavora sul significato: ogni elemento contribuisce a costruire un’esperienza che invita alla concentrazione, all’ascolto e alla consapevolezza.

Ad accogliere i partecipanti saranno nove designer della famiglia Orografie: Gianni Cinti, Francesco Faccin, Tiziano Guardini, Giulio Iacchetti, Francesca Lanzavecchia, Martinelli Venezia, Lorenzo Palmeri, Matteo Ragni ed Elena Salmistraro.

Una selezione che restituisce la complessità del design contemporaneo, tra approcci multidisciplinari, ricerca estetica e riflessione tipologica, offrendo ai giovani progettisti punti di vista diversi e complementari.


Orografie alla Milano Design Week 2026: Tell Me e il design come spazio di ascolto tra generazioni
Tell Me, sviluppato da Orografie per la nona edizione di Emersivi.
Dal dialogo alla progettazione: il riconoscimento ADI

La presenza di Orografie alla Milano Design Week 2026 si estende anche all’ADI Design Museum, dove la piattaforma Emersivi e due prodotti sono stati selezionati nell’ADI Design Index e concorrono al XXIX Compasso d’Oro.

Tra questi, Pocopiano, piatto in ceramica disegnato da Paolo Stefano Gentile, e Trespolo, sgabello progettato da Giulio Iacchetti, rappresentano una continuità concreta tra ricerca, formazione e produzione.

L’inaugurazione della mostra all’ADI Design Museum è prevista per il 15 aprile, in occasione della Giornata Nazionale del Made in Italy, sottolineando ulteriormente il valore di questo riconoscimento all’interno del panorama progettuale contemporaneo.


Orografie alla Milano Design Week 2026: Tell Me e il design come spazio di ascolto tra generazioni
Trespolo, sgabello progettato da Giulio Iacchetti
Orografie alla Milano Design Week 2026: Tell Me e il design come spazio di ascolto tra generazioni
Pocopiano, piatto in ceramica disegnato da Paolo Stefano Gentile

È qui che il progetto Orografie dimostra la sua coerenza: un sistema in cui il confronto genera idee, e le idee trovano poi una forma reale, entrando nel panorama del design contemporaneo.

C’è un aspetto che mi ha colpito particolarmente, ed è il luogo in cui questo progetto prende forma.

Il fatto che Tell Me si sviluppi sul sagrato di una chiesa introduce una dimensione diversa, più silenziosa, più raccolta, quasi sospesa rispetto al ritmo della Design Week. Non è una scelta neutra: è un contesto che cambia il modo in cui si entra in relazione con lo spazio e con gli altri.

In un momento come questo, in cui il design è spesso esposto, raccontato, mostrato, portarlo all’interno di uno spazio che invita naturalmente all’ascolto e alla riflessione lo trasforma.

Diventa qualcosa di più essenziale, più diretto. Un momento in cui il progetto non è più solo ciò che si vede, ma ciò che si dice, si condivide, si mette in discussione.


Tell Me lascia un messaggio di ascolto, confronto e apertura, ricordandoci che il design, prima di tutto, è un ponte tra le persone e le loro visioni del mondo.





In collaborazione con Nicoletta Murialdo PressOffice






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