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Les Filles d’Eva FW26/27: la moda come racconto tra Venezia, Oriente e femminilità contemporanea

  • Immagine del redattore: Eleonora F.
    Eleonora F.
  • 2 ore fa
  • Tempo di lettura: 3 min

Per l’Autunno-Inverno 2026/27 Les Filles d’Eva presenta una collezione che si costruisce come un vero racconto di viaggio, dove la moda diventa linguaggio culturale e strumento di riflessione. La collezione indaga la femminilità come uno spazio di tensione tra appartenenza e libertà, tra memoria e trasformazione, confermando la visione del brand come una narrazione stratificata, emotiva e profondamente consapevole.

Durante la presentazione della collezione — a cui ho avuto modo di assistere — ciò che emerge immediatamente è proprio questa dimensione narrativa. Non si tratta semplicemente di capi o silhouette, ma di un immaginario complesso che si costruisce poco alla volta, lasciando una sensazione quasi enigmatica, come se ogni elemento fosse parte di un racconto più grande.


Les Filles d’Eva FW26/27

La piratessa borghese e l’immaginario veneziano

La protagonista della stagione torna a essere la piratessa borghese, studentessa d’arte nella Venezia degli anni Trenta. Una figura sospesa tra rigore estetico e impulso irregolare, colta e inquieta, che trova nella città lagunare il proprio punto di origine simbolico.

Venezia diventa così una matrice narrativa tra decadenza e avanguardia. La figura di Peggy Guggenheim emerge come riferimento ideale di libertà intellettuale e convivenza tra classico e moderno. Allo stesso tempo la città rappresenta anche la perdita: il grande amore della protagonista parte verso Oriente e l’assenza diventa il vero motore della collezione.

La donna Les Filles d’Eva decide quindi di partire. Il viaggio non è fuga, ma scelta consapevole.


Les Filles d’Eva FW26/27

Il quadrifoglio veneziano come segno identitario

Un elemento attraversa l’intera collezione: il ricamo del quadrifoglio veneziano. Realizzato interamente a mano in Italia e reinterpretato in chiave contemporanea, diventa il filo visivo e simbolico che tiene insieme il racconto.

Non è un semplice ornamento, ma un gesto artigianale lento che custodisce memoria e appartenenza. Un dettaglio che racconta il valore del tempo e della manualità, elementi che il brand continua a mettere al centro della propria identità.


Les Filles d’Eva FW26/27

Un viaggio tra geografie e identità

Il percorso della collezione attraversa geografie e codici estetici diversi. Dalla Mongolia, dove la protagonista si protegge con pellicce calde ma ecologiche, denim dai lavaggi intensi e maglieria over in costa inglese o pizzo macramè lavorato a mano da artigiani locali.

Qui la femminilità si fa essenziale e determinata, capace di trasformare il viaggio in un atto di volontà.

Il racconto prosegue verso le capitali del business orientale, come Hong Kong e Doha, dove l’estetica diventa più netta e autorevole. Entrano in scena freschi di lana sostenibili sviluppati con le tecnologie dei tessutai italiani, spalle strutturate e silhouette decise che dialogano con sete drappeggiate e jersey luxury.

È una femminilità che prende spazio, che afferma presenza e controllo senza rinunciare alla sensualità.


Les Filles d’Eva FW26/27

Volumi, materiali e memoria

La collezione si sviluppa attraverso volumi avvolgenti e dettagli materici: nappe, pizzi seamless senza cuciture, stivali alti e affusolati, borse in suede nei toni della terra.

Nel viaggio della protagonista trovano posto anche due abiti da sposa custoditi nei bauli. Bustini e crinoline in pizzo francese dentelle evocano una memoria materna potente, legata alla Venezia dei corsetti e dei petali di chiffon. Abiti conservati come promessa, pronti a celebrare un futuro ricongiungimento con l’amore perduto.


Les Filles d’Eva FW26/27

Tra anni Trenta e visioni contemporanee

La collezione FW26/27 rilegge i codici degli anni Trenta — spalle decise, vita segnata, drappeggi vitali — facendoli convivere con il minimalismo scultoreo di Madame Grès, il tailoring maschile e una maglieria over che introduce una dimensione più contemporanea.

Il risultato è una femminilità complessa, stratificata, capace di muoversi tra rigore e libertà.


Les Filles d’Eva FW26/27

Assistendo alla presentazione della collezione, la sensazione più forte è stata di trovarsi di fronte a un progetto che non si lascia scoprire immediatamente. C’è qualcosa di volutamente enigmatico nella costruzione dell’immaginario Les Filles d’Eva.

Ed è proprio questa dimensione, sospesa tra racconto e visione, a renderla così interessante. Ogni capo sembra parte di un viaggio più grande, in cui identità, memoria e desiderio si intrecciano senza mai risolversi completamente.



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