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Al RIFF 2026, il rischio della bellezza: Marco Salom tra cinema dell’istante e triple layer art

  • Immagine del redattore: Eleonora F.
    Eleonora F.
  • 28 apr
  • Tempo di lettura: 3 min

Al RIFF 2026, il rischio della bellezza prende forma attraverso un linguaggio che non si lascia definire in un’unica direzione. Marco Salom presenta un’installazione immersiva nella cripta dell’ex Convento dell’Annunziata a Sestri Levante, trasformando lo spazio in un palcoscenico sensoriale in cui cinema, fotografia e stratificazione materica si intrecciano. Il progetto nasce in occasione del decennale del Riviera International Film Festival e si inserisce in un contesto che amplifica la natura stessa del lavoro: un luogo carico di memoria che accoglie un’opera costruita proprio su frammenti, visioni e passaggi.


Al RIFF 2026, il rischio della bellezza: Marco Salom tra cinema dell’istante e triple layer art

Il cinema dell’istante

Al centro dell’esposizione c’è Uno strano film, un’opera di videoarte che si sviluppa come un diario visivo, girato interamente con uno smartphone. Una scelta che non è solo tecnica, ma profondamente concettuale. Il dispositivo diventa strumento di immediatezza, permettendo di costruire un cinema che nasce nel momento stesso in cui viene registrato, senza sovrastrutture. La presenza di Carolina Crescentini attraversa il film come un’immagine viva, sospesa, che non cerca una narrazione tradizionale ma si muove per frammenti, per percezioni, per passaggi visivi che costruiscono un ritmo autonomo. È un cinema che non racconta, ma suggerisce.


Al RIFF 2026, il rischio della bellezza: Marco Salom tra cinema dell’istante e triple layer art
Al RIFF 2026, il rischio della bellezza: Marco Salom tra cinema dell’istante e triple layer art

La stratificazione dell’immagine

Accanto al video, la ricerca di Salom si sviluppa attraverso la triple layer art, una tecnica che mette in relazione fotografia, pittura e intelligenza artificiale. Non si tratta di una fusione lineare, ma di una costruzione per livelli, in cui ogni elemento mantiene la propria identità contribuendo a una visione più complessa.Pigmenti acrilici e oro 24k intervengono sulla superficie, mentre l’intelligenza artificiale introduce una dimensione ulteriore, meno controllabile, più aperta. L’immagine non è mai definitiva, ma in continua tensione tra gesto e trasformazione.


Al RIFF 2026, il rischio della bellezza: Marco Salom tra cinema dell’istante e triple layer art

Un percorso che continua

Di Marco Salom avevo già parlato, raccontando quanto la sua ricerca sulla materia e sull’origine dell’immagine mi avesse colpita. Ritrovarlo oggi in questo progetto significa osservare un’evoluzione coerente, in cui quella stessa attenzione alla costruzione visiva si apre a nuovi strumenti e a nuove possibilità.Non c’è una rottura, ma un’estensione. Un modo di portare avanti un linguaggio che non si chiude, ma si espande.


Il rischio, in questo lavoro, è reale. È nella scelta di utilizzare strumenti quotidiani e portarli in uno spazio artistico. È nella volontà di far convivere linguaggi diversi senza uniformarli. È nel costruire immagini che non cercano di essere rassicuranti, ma che restano in bilico tra attrazione e distanza. La bellezza, qui, non è mai stabile. Si costruisce e si mette in discussione nello stesso momento.


Al RIFF 2026, il rischio della bellezza: Marco Salom tra cinema dell’istante e triple layer art

Lo spazio come esperienza

La cripta dell’ex Convento dell’Annunziata diventa parte integrante dell’opera. Dal 5 al 10 maggio 2026, questo spazio accoglie un progetto che lavora sulla percezione, amplificando il rapporto tra immagine e ambiente.Non è solo una mostra, ma un attraversamento, in cui ogni elemento — luce, materia, suono — contribuisce a definire l’esperienza.


Il lavoro di Marco Salom si muove in una direzione che non cerca una definizione definitiva. Cinema, arte contemporanea e tecnologia convivono senza gerarchie, costruendo un linguaggio che resta aperto, in trasformazione. Ed è proprio in questa apertura che si riconosce la sua forza: nella capacità di continuare a spostare il punto di vista, senza mai fermarsi su una forma conclusa.

Alcune immagini non esistono per essere fissate, ma per continuare a cambiare mentre le osserviamo.



Dal 5 al 10 maggio 2026
Cripta dell’ex Convento dell’Annunziata, Sestri Levante
Ulteriori dettagli e informazioni alla pagina dedicata. Clicca qui.

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