Ruya Akyol Studio alla Milano Design Week 2026: Tracing Forward e il design come evoluzione continua
- 20 apr
- Tempo di lettura: 3 min
Il lavoro di Ruya Akyol Studio segue una linea in continua evoluzione, che si apre a nuove direzioni progettuali. Alla Milano Design Week 2026 questa visione si traduce in Tracing Forward, la collezione di arredo che prosegue il percorso iniziato con Tracing Origins, introdotta lo scorso anno a Milano.
La presenza al SaloneSatellite, Hall 7 | Stand E31, dal 21 al 26 aprile, segna una fase di continuità e sviluppo, in cui il progetto si evolve mantenendo una direzione chiara e riconoscibile.
Tracing Forward: continuità e trasformazione
Tracing Forward si costruisce come un’estensione naturale al lavoro dello studio, ampliando il proprio universo progettuale attraverso nuovi oggetti e l’evoluzione di elementi esistenti.
Il progetto mantiene un equilibrio costante tra memoria e cambiamento, sviluppando un linguaggio che tiene insieme influenze culturali, ricerca formale e sensibilità contemporanea. Il design diventa così uno strumento di connessione, capace di mettere in relazione passato e futuro all’interno di una visione coerente.
La collezione esplora in particolare i temi del movimento, dell’adattabilità e della relazione, immaginando uno spazio abitativo fluido, in cui gli oggetti accompagnano la quotidianità e si adattano alle sue trasformazioni.

Lo studio milanese: tra progetto e vita quotidiana
In occasione della Milano Design Week 2026, questo approccio prende forma anche nello spazio fisico.
Ruya Akyol inaugura il suo nuovo studio milanese, concepito come un ambiente ibrido tra studio e spazio domestico. Gli interni, completamente rinnovati, accolgono soluzioni su misura e una selezione di prodotti disegnati dalla designer, dando vita a un contesto in cui lavoro, ricerca e quotidianità convivono in modo naturale.
L’organizzazione interna è definita da due porte tessili che scandiscono il passaggio tra le diverse aree – accoglienza, zona notte e studio – costruendo un equilibrio fluido tra dimensione privata e professionale.
All’interno, i tappeti turchi dialogano con icone del design, creando una stratificazione visiva che riflette l’identità dello studio e il suo approccio progettuale.

Oggetti come traduzione di cultura e gesto
La collezione si sviluppa attraverso una serie di oggetti che traducono riferimenti culturali, simboli e gesti quotidiani in forme progettuali precise.
Il Barcart Giro introduce il tema del movimento e della relazione. Pensato per accompagnare i momenti conviviali, si muove tra le persone trasformando il gesto del servire in un’azione fluida. La struttura in metallo sostiene due vassoi – uno rivestito in pelle e uno in legno – mentre la maniglia circolare richiama la doppia appartenenza culturale della designer.

La Poltrona Lale traduce la forma del tulipano in una presenza scultorea e avvolgente. I volumi imbottiti si sviluppano come petali che accolgono il corpo, costruendo una relazione diretta tra forma e comfort, tra simbolo e funzione.

Con Bacione, il progetto si sposta su una dimensione più emotiva. La poltrona nasce da un gesto universale – il bacio – e lo traduce in volumi generosi, linee morbide e superfici continue che costruiscono una seduta accogliente e centrale nello spazio.

Il vaso Göz introduce un riferimento simbolico più sottile. La sua forma richiama l’immagine di un occhio, elemento presente in diverse tradizioni come simbolo di protezione. La geometria essenziale permette a questo significato di emergere in modo discreto all’interno dello spazio contemporaneo.

Evoluzione e sistema: nuovi equilibri materici
Accanto ai nuovi oggetti, la collezione sviluppa anche un’evoluzione di elementi già esistenti, ampliandone le possibilità.
Il sistema di tavolini Desen introduce nuove proporzioni e materiali, affiancando alle versioni in pietra modelli laccati e una variante pouf. Le forme, ispirate alle piastrelle mediterranee, permettono composizioni flessibili e costruiscono un dialogo tra geometria e decorazione.

Il pouf Sedi viene reinterpretato attraverso nuove dimensioni, mantenendo il concetto di “morbidezza impilata” che definisce il progetto e ampliandone la versatilità d’uso all’interno dello spazio.

A completare la collezione, il tappeto Nazar traduce un simbolo tradizionale in una forma progettuale. Ispirato all’occhio protettivo, viene reinterpretato trasformando il motivo nella forma stessa dell’oggetto, unendo memoria e contemporaneità attraverso materiali e tecniche artigianali.

Tracing Forward rappresenta una fase precisa nel percorso dello studio, costruita attraverso continuità e trasformazione. Gli oggetti dialogano tra loro, creando un sistema coerente in cui materiali, forme e riferimenti culturali si intrecciano senza soluzione di continuità. Il progetto mantiene una direzione chiara, sviluppandosi attraverso nuovi equilibri e nuove possibilità.
La presenza al SaloneSatellite e l’apertura dello studio milanese segnano un passaggio significativo, consolidando il lavoro dello studio e rafforzandone la posizione nel panorama internazionale.
Il risultato è un progetto che cresce nel tempo, mantenendo una forte identità e una capacità di evoluzione che si riflette in ogni elemento della collezione. Da non perdere!




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