Luisa Beccaria FW 2026: il ritorno intimo della couture al The Carlton di Milano.
- Eleonora F.

- 1 giorno fa
- Tempo di lettura: 3 min
Un ritorno alla moda nel suo momento più puro
Ci sono momenti in cui la moda smette di inseguire e torna, semplicemente, a essere.
Non spettacolo, non rumore, non eccesso. Ma presenza, ricerca, costruzione.
La sfilata FW 2026 di Luisa Beccaria, presentata nelle sale eleganti del The Carlton – Rocco Forte Hotel nel cuore di Milano, si muove esattamente in questa direzione: quella di un ritorno intimo, quasi raccolto, che ricorda le presentazioni d’atelier, quando il capo era protagonista assoluto e il tempo sembrava rallentare per lasciare spazio alla materia, alla silhouette, alla visione.
Un gesto raro, oggi. E proprio per questo profondamente contemporaneo.

Celebrations: vestire ciò che conta davvero
La collezione si intitola Celebrations ed è, prima di tutto, un invito.
Un invito a vestire i momenti che meritano di essere ricordati, a dare forma a quelle occasioni che richiedono grazia, presenza, una misura sottile di incanto.
Dalla luce più delicata del mattino fino alla profondità della sera, ogni look accompagna una diversa sfumatura del tempo, trasformando l’abito in un linguaggio capace di raccontare passaggi, incontri, emozioni.
Non c’è ostentazione. C’è intenzione.

Materia, luce, superficie
Al centro della collezione, una ricerca materica precisa e sensibile.
Lo scozzese viene reinterpretato con leggerezza romantica, trasformandosi in gonne ampie, abiti midi e cappotti che uniscono rigore e poesia. Il tweed, nei suoi toni chiari, si arricchisce di paillette tono su tono e orli sfrangiati, dialogando con velluti ricamati a boccioli che restituiscono profondità e delicatezza.
Il pizzo di velluto disegna silhouette femminili con una sensualità mai dichiarata, mentre i jacquard sovraricamati costruiscono superfici tridimensionali che riflettono la luce con misura, senza mai cedere all’eccesso.
E poi il tulle, leggerissimo, quasi sospeso, ricamato a piccoli fiori, e gli chiffon stampati che evocano giardini d’inverno: movimenti fluidi, naturali, capaci di accompagnare il corpo senza costringerlo.
Ogni materiale sembra pensato per essere osservato da vicino.Per essere vissuto, più che mostrato.

Una palette che avvolge
I colori costruiscono un’atmosfera calda e stratificata.
Caramello e melanzana introducono profondità, mentre beige morbidi, lilla polverosi e azzurri cielo alleggeriscono la visione. I verdi, dal salvia al bosco fino al blu notte, aggiungono una vibrazione naturale, sofisticata.
Accanto a queste tonalità più intense emergono le nuance iconiche della maison: rosa cipria, blu freddi, delicati accenti floreali che definiscono un’estetica riconoscibile ma mai prevedibile.

Una femminilità che non ha bisogno di eccessi
Ciò che attraversa l’intera collezione è una visione precisa della donna.
Una donna sofisticata, consapevole, che non ha bisogno di eccessi per essere elegante.Una femminilità che non si impone, ma si rivela.
Gli abiti accompagnano i gesti quotidiani — un pranzo, un incontro, una sera speciale — con naturalezza, trasformando ogni occasione in un momento da abitare con presenza.
E proprio in questa misura, in questa sottrazione controllata, si ritrova una forma di lusso più profonda: quella che non cerca di impressionare, ma di restare.

L’atmosfera: un’eleganza sospesa
La sfilata, costruita come un crescendo, si apre con tonalità morbide e silhouette leggere, quasi intime, per poi evolvere verso una maggiore struttura, luminosità, presenza.
Il finale è un momento di pura intensità: tulle, chiffon, trasparenze studiate e cristalli che accendono la superficie come costellazioni, trasformando ogni passo in un gesto scenografico.
L’atmosfera è incantata. Non nel senso di una fuga dalla realtà, ma nella capacità di sospenderla per un attimo, restituendo alla moda una dimensione più lenta, più profonda, più essenziale.
Un ritorno che ricorda le origini della couture, quando bastava un abito per raccontare un mondo. E forse è proprio qui che questa collezione trova la sua forza più autentica: nella capacità di dimostrare che l’eleganza, quando è reale, non ha bisogno di alzare la voce.
Basta esserci.




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