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Dal telaio al progetto: Il making of del tappeto contemporaneo alla Milano Design Week 2026 con Kasthall

  • Immagine del redattore: Eleonora F.
    Eleonora F.
  • 18 ore fa
  • Tempo di lettura: 3 min

C’è un momento preciso, nel design, in cui tutto prende forma: il processo.

Per Kasthall, questo momento non è una fase intermedia, ma il punto di partenza. Dal 1889, l’azienda costruisce il proprio linguaggio a partire dalla produzione, da una cultura della tessitura che si sviluppa nel tempo e che trova nel gesto tecnico la sua espressione più autentica. A Kinna, in Svezia, il telaio definisce ritmo, struttura e possibilità. È qui che il progetto prende corpo, attraverso una sequenza di passaggi in cui materia e tecnica si incontrano e si trasformano.


Kasthall Factory, Kinna - Collezione BonBon
Kasthall Factory, Kinna - Collezione BonBon
Il making of come punto di partenza

Per la nuova collaborazione presentata alla Milano Design Week 2026, Kasthall sceglie di lavorare con lo studio internazionale Barber Osgerby, dando vita alle collezioni Atlas e Bonbon.

La particolarità di questo progetto risiede nel percorso che lo ha generato. Edward Barber e Jay Osgerby hanno scelto di partire dal processo produttivo, dai telai, dalle tecniche, dal funzionamento stesso della tessitura.

Lavorando a stretto contatto con il team Kasthall a Kinna, i due designer si sono immersi nei meccanismi del telaio industriale, osservandone le logiche e lasciando che fossero proprio questi elementi a orientare il progetto.

Come racconta Edward Barber:“Abbiamo iniziato ascoltando. Comprendere le eccellenze di Kasthall – ciò che è insito nei loro processi e nei loro strumenti – è stato fondamentale. Volevamo che i tappeti nascessero da queste condizioni, e non a prescindere da esse.”

Questo approccio definisce una direzione chiara: il design segue il processo e si costruisce al suo interno.

Il risultato è una collezione che prende forma direttamente dalla struttura dei materiali e dalle logiche del telaio. Il linguaggio visivo emerge dal modo in cui i filati si intrecciano, dal ritmo della macchina, dalla ripetizione e dalla variazione.


Kasthall Factory, Kinna - Collezione BonBon
Kasthall Factory, Kinna

Le due collezioni sviluppano così due percorsi distinti, ma profondamente connessi.

Atlas lavora sulla profondità materica e sul movimento. Ispirata alle montagne del Nord Africa, costruisce una superficie complessa attraverso una lavorazione a doppia trama, in cui l’ordito diventa parte visibile della texture finale. Questo dettaglio genera un effetto vibrante, capace di restituire al tappeto una qualità dinamica e luminosa.


Kasthall Collezione Atlas
Kasthall Collezione Atlas

Bonbon si muove su un registro più compatto e cromatico. La tessitura è più densa, il colore diventa protagonista, costruito attraverso filati tono su tono che creano profondità e morbidezza visiva. Il bordo ad anello, realizzato a tripla navetta, introduce un dettaglio preciso che richiama una lavorazione sartoriale.

Entrambe le collezioni restituiscono la logica essenziale del telaio: ripetizione, ritmo e definizione, reinterpretati in chiave contemporanea.


Kasthall Factory, Kinna - Collezione BonBon
Kasthall Collezione BonBon
Lo showroom di Brera: uno spazio che si trasforma

In occasione della Milano Design Week 2026, questo racconto prende forma anche nello spazio.

Lo showroom Kasthall di Brera, in Piazza Paolo VI a Milano, viene rinnovato su progetto dello studio FYRA, diventando il luogo in cui le collezioni Atlas e Bonbon trovano una loro espressione completa.

Lo spazio accompagna il visitatore all’interno del progetto, restituendo il legame tra produzione, materia e risultato finale, e costruendo una continuità tra ciò che accade nel processo e ciò che viene percepito nell’ambiente.


Kasthall Collezione BonBon
Kasthall Collezione BonBon

Kasthall Collezione BonBon
Kasthall Collezione BonBon

Questa collaborazione segna un passaggio preciso nel percorso di Kasthall.

Il progetto si sviluppa a partire da ciò che definisce l’identità dell’azienda: la relazione tra tecnica e forma, tra gesto e risultato. Fermarsi su questi elementi ha permesso di riportare al centro la struttura stessa del tappeto, la sua costruzione, il modo in cui prende forma.

Atlas e Bonbon restituiscono con chiarezza questa visione: una collezione in cui il linguaggio visivo coincide con il processo che l’ha generato, e in cui ogni superficie porta con sé la traccia del gesto tecnico da cui nasce.





In collaborazione con Nicoletta Murialdo PressOffice


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