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Al Mart di Rovereto l’universo di Giacomo Balla attraverso le collezioni Biagiotti Cigna

  • Immagine del redattore: Eleonora F.
    Eleonora F.
  • 12 ore fa
  • Tempo di lettura: 4 min

Giacomo Balla è uno di quegli artisti verso cui torno continuamente. Non soltanto per la forza rivoluzionaria del suo linguaggio, ma per la capacità rara di aver trasformato il concetto stesso di modernità in un’estetica fluida, dinamica, ancora sorprendentemente attuale. Nelle sue opere convivono energia, rigore, movimento e una straordinaria tensione verso il futuro che continua a dialogare con il presente in modo quasi naturale.

È proprio questa dimensione a rendere particolarmente significativa la mostra che il Mart di Rovereto dedica all’artista: non una semplice retrospettiva, ma una riflessione più ampia sul rapporto tra arte, moda, design e costruzione dell’immaginario contemporaneo.


Laura Biagiotti Primavera Estate 2026 - Details
Laura Biagiotti Primavera Estate 2026 - Details
Giacomo Balla, Futurfarfalla (studio per ricamo) - Fondazione Biagiotti Cigna
Giacomo Balla, Futurfarfalla (studio per ricamo) - Fondazione Biagiotti Cigna

Dal 16 maggio al 18 ottobre 2026 il Mart presenta “Giacomo Balla. Lo stile dell’Avanguardia”, progetto espositivo che riunisce per la prima volta in Italia, nella sua completezza, il nucleo di opere appartenenti alla Collezione Laura Biagiotti e alla Fondazione Biagiotti Cigna.

Ad occuparsi delle opere di Balla per la famiglia Biagiotti è il professor Fabio Benzi, direttore artistico della Fondazione, che cura la mostra insieme a Beatrice Avanzi, responsabile dell’ufficio mostre del Mart di Rovereto. Una collaborazione che rafforza ulteriormente la profondità culturale del progetto espositivo. La scelta di Rovereto non è affatto casuale. La presentazione integrale del nucleo “Balla/Biagiotti” si inserisce perfettamente nella vocazione del Mart, museo che da sempre rappresenta uno dei principali punti di riferimento italiani per la valorizzazione dell’avanguardia futurista e delle vicende artistiche del Novecento. Una continuità narrativa che trova proprio nel Mart il luogo ideale per raccontare la complessità e la modernità del pensiero di Balla.

Circa 240 opere tra dipinti, disegni, arredi, bozzetti, arazzi, oggetti e abiti attraversano l’intera ricerca dell’artista, dagli esordi divisionisti fino alle sperimentazioni astratte e futuriste, costruendo un percorso capace di restituire non soltanto l’evoluzione del suo linguaggio artistico, ma soprattutto la radicalità del suo pensiero.



Lavinia Biagiotti davanti al Genio Futurista di Giacomo Balla (6)
Lavinia Biagiotti davanti al Genio Futurista di Giacomo Balla

Ciò che emerge con forza lungo il percorso espositivo è infatti la natura profondamente trasversale della sua ricerca. Per Balla, l’arte non doveva limitarsi alla tela né esistere separata dalla realtà: doveva entrare nello spazio quotidiano, modificare il modo di vivere, ridefinire l’ambiente, il gesto, persino il vestire. È qui che il dialogo con Laura Biagiotti assume una profondità culturale straordinaria.

Quando nel 1986 la stilista visita una mostra romana dedicata a Giacomo Balla e alle figlie Elica e Luce, comprende immediatamente qualcosa che va oltre il semplice valore storico delle opere. Intuisce la modernità assoluta del suo pensiero e la sua vicinanza a una concezione della moda come linguaggio culturale, mobile, sperimentale. Da quel momento prende forma un lavoro di ricerca e collezionismo che trasformerà Laura Biagiotti, insieme al marito Gianni Cigna, nella più importante collezionista privata dell’artista.

“Ho mutuato da mia madre Laura la passione per il futurismo e per Giacomo Balla, per i colori e le forme energizzanti, per le geniali intuizioni avanguardiste. La ricostruzione futurista dell’universo passa attraverso la creatività, non solo attraverso la tecnologia, e suggerisce un nuovo atteggiamento, creativo, dinamico e fiducioso. Per disegnare il futuro, ogni giorno”. Lavinia Biagiotti Cigna

 Ma ciò che rende questa collezione così interessante è soprattutto il modo in cui è stata costruita. Non come semplice accumulazione di opere, ma come ricostruzione organica di un pensiero creativo. Un percorso quasi filologico capace di restituire tutte le sfumature dell’universo di Balla: dai piccoli studi preparatori fino alle grandi opere monumentali.

Ed è impossibile non cogliere quanto questa sensibilità appartenga profondamente anche alla visione di Laura Biagiotti. Nel suo lavoro, arte e moda non sono mai state discipline separate, ma territori destinati a contaminarsi reciprocamente attraverso la ricerca estetica, il colore, la materia e il movimento. La mostra racconta magnificamente questa convergenza.


Laura Biagiotti Primavera Estate 2026 - Details
Laura Biagiotti Primavera Estate 2026 - Details

Nel 1914 Balla firma il celebre Manifesto del vestito antineutrale, intuendo con straordinario anticipo il potenziale rivoluzionario della moda come strumento espressivo e sociale. Per lui l’abito non è decorazione, ma dinamismo, trasformazione, costruzione identitaria. Nascono così studi per cravatte, gilet, foulard, ricami e accessori futuristi caratterizzati da geometrie astratte, iridescenze cromatiche e tensioni visive che ancora oggi appaiono incredibilmente contemporanee. Osservando questi lavori si comprende chiaramente quanto il pensiero di Balla abbia anticipato linguaggi che appartengono ancora al design e alla moda contemporanea. Ed è proprio qui che emerge la sensibilità di Laura Biagiotti: aver saputo custodire questa eredità senza cristallizzarla, mantenendone viva la dimensione progettuale e visionaria. Anche l’allestimento, curato dallo studio Officina delle Idee, accompagna il visitatore dentro questa immersione estetica fatta di geometrie, cromie vibranti e dinamismi spaziali che restituiscono perfettamente la tensione futurista verso il movimento e la trasformazione continua.


Giacomo Balla, Genio Futurista, 1925, Olio su tela d’arazzo, cm. 279 x 381, Guidonia (Roma), Collezione Laura e Lavinia Biagiotti_Ph Alessandro Vasari.jpg
Giacomo Balla, Genio Futurista, 1925, Olio su tela d’arazzo, cm. 279 x 381, Guidonia (Roma), Collezione Laura e Lavinia Biagiotti - Ph Alessandro Vasari

Tra le opere più scenografiche spicca naturalmente il monumentale “Genio Futurista”, la più grande opera mai realizzata da Balla, presentata all’Esposizione Universale di Parigi del 1925. Una presenza imponente e teatrale che sintetizza perfettamente la sua idea di arte totale.

Tra le sale del Mart, ciò che rimane davvero non è soltanto la forza visiva delle opere, ma la lucidità con cui Giacomo Balla aveva immaginato un’estetica capace di attraversare ogni aspetto della vita. Un pensiero che supera la pittura e arriva al gesto, allo spazio, all’abito, al modo stesso di abitare la contemporaneità.

Ed è probabilmente qui che il lavoro costruito negli anni da Laura Biagiotti acquista un valore ancora più profondo. Non un semplice progetto collezionistico, ma una lettura culturale estremamente raffinata, capace di riconoscere nella ricerca di Balla una visione ancora viva, fluida, incredibilmente attuale.

La mostra del Mart restituisce perfettamente questa continuità tra arte e moda, tra avanguardia e presente, ricordandoci quanto certe intuizioni estetiche riescano ancora oggi a influenzare il nostro immaginario con una forza rara.

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