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MARRA, il nuovo lusso Made in Italy tra borse, pelle e alta sartoria

  • Immagine del redattore: Eleonora F.
    Eleonora F.
  • 18 ore fa
  • Tempo di lettura: 5 min

Quanto tempo siamo ancora disposti ad aspettare per qualcosa fatto davvero bene?

È una domanda che mi pongo sempre più spesso osservando il mondo della moda contemporanea, abituato a ritmi velocissimi, collezioni continue e oggetti che sembrano avere una data di scadenza ancora prima di entrare nel nostro guardaroba. Poi incontri una realtà come MARRA e la prospettiva cambia. Perché qui il tempo non viene considerato un ostacolo alla produzione, ma parte del valore stesso di ciò che viene creato.

Ho conosciuto MARRA attraverso una delle sue borse, Violante, e mi sono avvicinata al progetto proprio partendo dall'oggetto. Design essenziale, linee precise, una pelle piacevole da toccare e dettagli che non cercano di attirare l'attenzione a tutti i costi. Approfondendo la storia del brand ho scoperto però che dietro quella borsa esiste una visione molto più ampia, che parla di sartoria, cultura artigianale italiana e soprattutto di un modo diverso di pensare ciò che scegliamo di acquistare e conservare.

MARRA è l'atelier di Matteo Marcucci, designer, modellista e sarto nato ad Ascoli Piceno, e la sua storia è interessante proprio perché non segue un percorso scontato.


MARRA, il nuovo lusso Made in Italy tra borse, pelle e alta sartoria
Borsa modello VIOLANTE Media

Da un foglio di giornale alla pelle: la storia di Matteo Marcucci

Prima della moda ci sono state la curiosità e una particolare attitudine a capire come sono fatte le cose.

Matteo Marcucci cresce ad Ascoli Piceno con l'abitudine di smontare gli oggetti per comprenderne il funzionamento. Il suo percorso di studi parte dalla meccatronica, prosegue con una laurea in Industrial Design e arriva infine al tavolo da taglio. Le prime borse vengono realizzate in casa sperimentando con ciò che ha a disposizione: prima la carta di giornale, poi il telone in PVC e infine la pelle.

È un passaggio che racconta molto bene il suo approccio al progetto. Prima viene la curiosità, poi la sperimentazione e infine la conoscenza della materia.

Il marchio MARRA viene registrato nel 2017, mentre alla fine del 2025 Matteo apre ad Ascoli Piceno il proprio laboratorio, insieme ad Alessandro Cataldi e Francesca Marcucci. Uno spazio in cui convivono due anime apparentemente differenti ma profondamente connesse: da una parte le collezioni di borse e accessori in pelle, dall'altra l'alta sartoria su misura per uomo e donna.

Nello stesso anno arriva anche un riconoscimento importante: l'Accademia Nazionale dei Sartori elegge Matteo miglior sarto under 40 delle Marche e lo inserisce tra i sei migliori sarti under 40 d'Italia al concorso nazionale Forbici d'Oro. Ma più dei riconoscimenti, a raccontare MARRA è il modo in cui l'atelier lavora.


MARRA, il nuovo lusso Made in Italy tra borse, pelle e alta sartoria
Matteo Marcucci - Atelier Marra
Meno oggetti, più qualità

La filosofia di MARRA parte da un principio molto semplice: fare meno, ma fare meglio.

In un mercato costruito sempre più spesso sulla velocità e sulla sostituzione continua, il brand sceglie una direzione opposta. Le borse, gli accessori e i capi sartoriali vengono concepiti, prototipati e realizzati interamente in Italia attraverso una filiera corta e locale, mantenendo fornitori e artigiani geograficamente vicini all'atelier.

È un modello che permette un controllo diretto sulla qualità e, allo stesso tempo, conserva quella relazione tra progettista, materia e artigiano che appartiene alla migliore tradizione manifatturiera italiana.

L'obiettivo dichiarato è recuperare qualcosa che le grandi Maison del passato avevano reso centrale: il desiderio per la qualità. Non semplicemente il desiderio di possedere un nuovo oggetto, quindi, ma quello di scegliere qualcosa costruito per accompagnarci a lungo.

Trovo che sia una distinzione estremamente contemporanea. Forse il nuovo lusso sta tornando proprio qui: nella possibilità di conoscere chi ha immaginato ciò che indossiamo, capire dove è stato prodotto e riconoscere il lavoro necessario per realizzarlo.


MARRA, il nuovo lusso Made in Italy tra borse, pelle e alta sartoria
Borsa modello CLEOFE
Le borse MARRA hanno nomi di donne e custodiscono storie di famiglia

C'è poi un dettaglio del progetto MARRA che mi è piaciuto particolarmente e che rende la collezione molto più personale: le borse portano i nomi delle madri e delle nonne che hanno fatto parte della storia dei fondatori.

Non è un semplice esercizio di naming. A ogni modello viene associato un carattere preciso, ispirato alla donna di cui porta il nome.

Antonietta, dedicata alla nonna di Alessandro, è morbida, versatile e pensata per accompagnare una vita in movimento. Cleofe prende il nome dalla madre di Alessandro e viene raccontata attraverso un'eleganza concreta, generosa e mai costruita. Massi, dedicata alla madre di Matteo e Francesca, ha invece un'anima decisamente più rock: è un piccolo accessorio dalla presenza forte, pensato per chi non ha paura di rendere riconoscibile il proprio stile.

Nina prende il nome dalla nonna di Matteo e Francesca e recupera qualcosa di intimo e quasi domestico: l'immagine dei suoi cassetti pieni di dolci, piccoli oggetti, chiavi, fili e foulard di seta. Una memoria che si trasforma in una pochette. E poi c'è Violante.


MARRA, il nuovo lusso Made in Italy tra borse, pelle e alta sartoria
Borsa modello MASSI
Violante, la borsa MARRA che ho scelto

È proprio Violante il modello attraverso cui ho conosciuto personalmente MARRA.

Prende il nome dalla nonna di Matteo e Francesca ed è stata immaginata come espressione di forza, volontà e affetto. Il suo design traduce questo carattere attraverso linee pulite e rigorose, compensate dalla morbidezza della materia. Una contrapposizione che trovo particolarmente riuscita perché permette alla borsa di avere personalità senza bisogno di elementi eccessivi.

È anche ciò che ho apprezzato indossandola. Violante non cerca di definire il look al posto tuo, ma vi entra con naturalezza. Ed è una caratteristica che ritrovo nella filosofia dell'intera collezione MARRA: sono accessori pensati per attraversare guardaroba, stili e persino generazioni differenti.

Il brand stesso non vuole racchiudere i propri prodotti in categorie troppo rigide. Una borsa può convivere con un capo vintage così come con un cappotto sartoriale; può essere interpretata in modi diversi e acquistare personalità attraverso chi la indossa.

In un momento in cui spesso è il prodotto a suggerirci quale identità dovremmo assumere, trovo interessante l'idea opposta: creare un oggetto sufficientemente caratterizzato da essere riconoscibile, ma abbastanza libero da lasciare spazio alla persona.


MARRA, il nuovo lusso Made in Italy tra borse, pelle e alta sartoria
Borsa modello VIOLANTE Media
Un atelier italiano che guarda avanti

Dietro MARRA oggi c'è una squadra piccola e con ruoli molto definiti. Matteo Marcucci guida la parte creativa e sartoriale; Francesca Marcucci segue marketing, PR e strategia del brand; Alessandro Cataldi si occupa dello sviluppo del business e della crescita. Attorno a loro lavora una rete selezionata di collaboratori e artigiani locali.

Anche lo sviluppo dei nuovi prodotti segue questa logica di prossimità. La presenza di un laboratorio interno permette di realizzare continuamente prototipi e campioni, sperimentare nuove idee e portare alla produzione soltanto i modelli che superano questo processo di ricerca.

MARRA vuole crescere, anche oltre i confini italiani, ma senza perdere il controllo sulla produzione e soprattutto senza allontanarsi dalla componente umana che costituisce la sua identità.

Ed è forse qui che la storia di questo giovane brand diventa particolarmente interessante.

Per anni la moda ci ha abituati a pensare all'innovazione quasi esclusivamente come accelerazione. Più velocità, più prodotti, più novità. MARRA prova invece a mettere insieme due concetti che non sono affatto incompatibili: guardare avanti e recuperare il valore di ciò che sapevamo fare bene.

La sartoria, la lavorazione della pelle, il rapporto diretto con la materia, la filiera locale e il tempo necessario per arrivare al risultato diventano così strumenti attraverso cui costruire qualcosa di contemporaneo.

Quando guardo la mia Violante, quindi, non penso soltanto alla borsa che sto indossando. Penso alle mani che l'hanno costruita, alla storia familiare racchiusa nel suo nome e all'idea che un oggetto possa ancora essere progettato con l'ambizione di rimanere con noi.

In fondo, forse è proprio questo il lusso che oggi mi interessa di più: scegliere meno, conoscere meglio e tornare ad affezionarsi alle cose.




In collaborazione con Atelier MARRA

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