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Kerakoll presenta alla Milano Design Week 2026: Teatro della Vita - Una nuova idea di città costruita attraverso il colore

  • Immagine del redattore: Eleonora F.
    Eleonora F.
  • 2 giorni fa
  • Tempo di lettura: 4 min

C’è un punto da cui partire, ed è fondamentale: Kerakoll ha costruito un sistema colore composto da 1.500 tonalità, pensate per essere declinate su una pluralità di superfici e materiali mantenendo la stessa identica resa cromatica.


È qui che il progetto acquista profondità, perché non si tratta semplicemente di una palette, ma di un vero linguaggio progettuale continuo, capace di attraversare spazi, funzioni e materiali senza interruzioni visive. Pitture, smalti, rivestimenti, resine decorative e tecniche, vernici, stucchi e sigillanti entrano in relazione tra loro all’interno di un sistema coerente, in cui il colore diventa uno strumento di progetto e non più solo una scelta estetica.

Questo approccio introduce una nuova possibilità: progettare ambienti in cui interno ed esterno dialogano attraverso una continuità cromatica precisa, costruendo spazi in cui il colore non è applicato, ma pensato, strutturato, controllato.


Kerakoll alla Milano Design Week 2026: Teatro della Vita, il colore come linguaggio della città
Teatro della Vita - Nathalie Du Pasquier e George Sowden per Kerakoll
Kerakoll Colors: una nuova era del colore tra interior ed exterior

Kerakoll Colors nasce come il progetto più completo mai sviluppato dall’azienda nel campo della decorazione di interni ed esterni: una palette coordinata di 1.500 colori che attraversa materiali, superfici e funzioni mantenendo una resa cromatica coerente e continua.

Una vera infrastruttura progettuale, che integra pitture, smalti, rivestimenti, resine decorative e tecniche, vernici, stucchi e sigillanti in un’unica visione, pensata per costruire spazi in cui il colore diventa elemento strutturale.

Il progetto rappresenta un’evoluzione del percorso cromatico di Kerakoll, che nel tempo ha trasformato il colore in uno dei propri elementi distintivi, fino a sviluppare un sistema capace di unire estetica, funzionalità e sostenibilità.

All’interno di Kerakoll Colors, il colore supera la dimensione decorativa e si afferma come linguaggio universale del progetto, capace di dare identità agli spazi, esprimere emozioni e raccontare chi li abita.


Kerakoll alla Milano Design Week 2026: Teatro della Vita, il colore come linguaggio della città
George Sowden
Una palette progettata come sistema

Il cuore di Kerakoll Colors è una palette organizzata in 8 Color Chart – Neutral, Blue, Green, Brown, Yellow, Terracotta, Magenta e Purple – costruita per offrire uno strumento progettuale completo, capace di generare continuità o contrasti in modo controllato.

Ogni chart si sviluppa in diverse intensità e saturazioni, permettendo di lavorare sia per armonia sia per opposizione, mantenendo sempre una coerenza visiva. Le tonalità spaziano da sfumature naturali e polverose a colori più luminosi e vibranti, introducendo una possibilità espressiva ampia ma strutturata.

È un sistema che nasce per essere utilizzato: non solo per scegliere un colore, ma per costruire relazioni tra superfici, materiali e volumi, trasformando il progetto cromatico in una vera strategia di spazio.


Kerakoll alla Milano Design Week 2026: Teatro della Vita, il colore come linguaggio della città
Teatro della Vita - Nathalie Du Pasquier e George Sowden per Kerakoll

Kerakoll alla Milano Design Week 2026: Teatro della Vita, il colore come linguaggio della città
Teatro della Vita - Nathalie Du Pasquier e George Sowden per Kerakoll
Teatro della Vita: la Design Week come vetrina del progetto

In occasione della Milano Design Week 2026, questa visione prende forma concreta nell’installazione Teatro della Vita firmata da Nathalie Du Pasquier e George Sowden, che trasforma il Kerakoll Brera Studio in un ambiente urbano astratto, vibrante e sensoriale.

Lo spazio di via Solferino diventa un vero e proprio palcoscenico urbano, costruito a partire dai colori del sistema Kerakoll Colors, in cui volumi, geometrie e prospettive si susseguono creando una città immaginaria fatta di frammenti e relazioni visive.

Il progetto nasce da un riferimento preciso: Proposition pour une petite ville, opera realizzata dal duo nel 1984 e oggi parte della collezione del Centre Pompidou di Parigi, che viene reinterpretata come base per costruire una nuova riflessione sul rapporto tra colore, architettura e spazio urbano.


Kerakoll alla Milano Design Week 2026: Teatro della Vita, il colore come linguaggio della città
Nathalie Du Pasquier e George Sowden

Kerakoll alla Milano Design Week 2026: Teatro della Vita, il colore come linguaggio della città
Nathalie Du Pasquier e George Sowden
Il colore come linguaggio architettonico e narrativo

All’interno di Teatro della Vita, la città viene interpretata come una scena teatrale, un luogo di relazioni, incontri e percezioni, in cui il colore e le superfici decorate diventano linguaggio architettonico e strumento narrativo.

Gli spazi non sono pensati per essere rappresentati in modo realistico, ma per suggerire: scorci, angoli, volumi e prospettive si costruiscono attraverso il colore, creando un ambiente in cui la percezione è continuamente attivata e trasformata.

In questo contesto emerge una riflessione centrale: come il colore può caratterizzare le nostre città, non solo dal punto di vista estetico, ma anche come elemento capace di generare identità, relazioni e qualità dello spazio urbano.

Il colore diventa quindi struttura, ritmo, atmosfera, ma anche memoria e possibilità, capace di restituire agli spazi una dimensione più accessibile, più calda, più vicina all’esperienza quotidiana.


Kerakoll alla Milano Design Week 2026: Teatro della Vita, il colore come linguaggio della città
Teatro della Vita - Nathalie Du Pasquier e George Sowden per Kerakoll
Un ambiente sensoriale tra interno ed esterno

L’installazione si sviluppa come un continuum tra spazio interno ed esterno, suggerendo l’esistenza di una doppia dimensione urbana: una città visibile e una città percepita, entrambe costruite attraverso il movimento, lo sguardo e la relazione con il colore.

Fin dall’ingresso, i visitatori vengono immersi in un ambiente fatto di geometrie colorate, superfici e volumi astratti, in cui ogni elemento contribuisce a costruire una narrazione visiva complessa ma leggibile.

La palette di 1.500 colori prende forma nello spazio attraverso diverse tonalità, creando un sistema cromatico che si traduce in esperienza.

Kerakoll alla Milano Design Week 2026: Teatro della Vita, il colore come linguaggio della città

Alla base del progetto c’è una visione chiara: costruire non significa solo realizzare superfici, ma dare forma a luoghi capaci di generare relazione.

Kerakoll interpreta il colore come parte integrante di questo processo, proponendo un sistema in cui materiali e cromie lavorano insieme per definire ambienti più consapevoli, più coerenti, più umani.

In questo senso, Teatro della Vita è una meravigliosa sintesi di questo approccio: uno spazio che non rappresenta la città, ma la suggerisce, lasciando emergere la vitalità del colore come elemento strutturale, affettivo e percettivo.



In collaborazione con Nicoletta Murialdo PressOffice

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